
Riassunto delle puntate precedenti: Chiamatemi Miles. Il vecchio Stan è stato affogato nel vino rosso e rischio anch’io di fare la sua fine. Vendo il vino avariato per 300 dollari e, grazie a Nat il benzinaio, riesco a trovare Mr. Tales Coffee, l’unica persona in grado di aiutarmi, nella torrefazione di Susie-Anne Allchantilly: pedicure sotto mentite spoglie, segretamente innamorata di me. Giungono Sym, Sala e Bim, killers prezzolati, esecutori dell’omicidio di Stan. La presenza di Mr. Coffee li mette in fuga, io ho bisogno del bagno e lui me lo indica per 300 dollari.
Uscii dal bagno un quarto d’ora dopo con le idee più chiare e le mutande più scure. Eh, sì, troppo tardi! Mr. Coffee era già uscito e Susie-Anne, nel retrobottega, stava praticando una complessa onicotomia ad un nuovo cliente.
Di una cosa potevo essere certo ora: in futuro avrei potuto avvicinare Tales Coffee per una nuova richiesta senza rischiare di essere ucciso a priori. Le cose si erano messe decisamente bene.
Lasciai un biglietto per Susie-Anne e uscii dalla torrefazione guardingo.
“Dimenticami, SusannaTuttaPanna! Dolcetto del mio caffè, ciliegina sulla torta del mattino! Non c’è futuro per noi” ci avevo scritto bagnandolo copiosamente di lacrime.
Bisogna saper essere veri uomini quando serve.
Se c’è una cosa che il vecchio Stan riconosceva in me, è lo spiccato senso per gli affari, pensai avviando il poderoso otto cilindri della fida Chevy.
Io capisco al volo quanto può valere un affare e quanto bisogna pagare per realizzarlo.
Per la mia prossima richiesta a Mr. Tales Coffee ci sarebbero voluti trentamila dollaroni, non uno di meno, ma avrei definitivamente risolto i miei guai per il futuro, e finalmente vendicato il vecchio Stan.
Poco prima, nel preciso momento in cui ero uscito da quel cesso maleodorante, svuotato nell’animo e non solo, percepivo già, come per un sesto senso, chi era stato il bieco mandante dell’omicidio del mio ottimo socio. E perché l’aveva fatto.
Ma prima di scatenargli la belva alle sue luride calcagna (e a quelle bislacche di quel trio di sgangherati killers), avrei dovuto trovare le prove.
Prove inconfutabili. Prove certe.
Ah, già!... Dimenticavo, e trentamila dollari.
Quindi andai da Nat, ancora una volta. Avevo un conto in sospeso da regolare con lui… per quella sporca soffiata che aveva fatto: mi aveva venduto al trio “Houdini”, così, al primo colpo! L’avrebbe pagata cara!
Quindi andai da Nat, ancora una volta. Avevo un conto in sospeso da regolare con lui… per quella sporca soffiata che aveva fatto: mi aveva venduto al trio “Houdini”, così, al primo colpo! L’avrebbe pagata cara!
“Mi devi duecentosessanta sette dollari e trentadue cents! Sono sette pieni, gran figlio di una puttana gonorroica!” disse lui. Sembrava un filo alterato, ma non poteva esagerare, pensai tra me e me.
“Cut’vegna un colp!” risposi, alzando la voce e spadroneggiando in romagnolo com’ero solito fare con lui “Sei tu che mi devi pagare, lurida spia!” e aggiunsi: “So tutto della tua sporca soffiata! Dammi subito trentamila dollari!!!”
Nat sgranò gli occhi, diventò tutto rosso in faccia e mi stese con un pugno, facendomi, tra l’altro, volare un dente.
Quando riaprii gli occhi appresi benevolmente che aveva bisogno di un nuovo lavamacchine dopo che aveva mandato all’ospedale il precedente. Gli aveva rubato seicentonovantaquattro pelli di daino, durante il suo periodo non violento religioso.
“Per fare molti soldi, bisogna cominciare sempre dal basso! Ricordatelo figliolo!” diceva mio nonno. Ora, essere costretto a lavare macchine per Nat, poteva rappresentare un ottimo inizio! Un giorno avrei potuto restituirgli i suoi fottuti dollari per la benzina, raggranellare i trentamila di cui avevo bisogno per Coffee, e pagarmi un dentista.
Sulla conversione improvvisa di Nat, rimaneva un fitto mistero insolubile. Alle mie domande in merito non rispondeva, ma cominciava a guardarmi di brutto. Quindi, visto i trascorsi odontoiatrici, glissavo con classe.
Però lui non era poi male: mi permetteva di indossare sul lavoro il mio ineffabile travestimento da albino, per poter sfuggire al trio Sym Sala Bim sguinzagliato ormai sulle mie tracce. E aveva anche accettato di nascondere la mia Chevy nel vecchio capannone della Gas Station. Ci aveva pure cambiato l'olio!
Praticamente ero in una botte di ferro!
(continua…. Giggle… giggle… :P)