martedì 12 gennaio 2010
Dialogo in una notte di luna
Bisogna afferrare il Sogno quand’esso ti fa le sue rivelazioni. Non lasciarle disperdere, per condurle con sé, a forza, nel regno dei desti.
PROLOGO
INTERNO DI UNA CAPANNA, UN FUOCO E’ ACCESO SULLA NUDA TERRA, CI SONO, VICINI TRA DI LORO IN UN ANGOLO POCO ILLUMINATO, UN TOPO ACCUCCIATO, ED UN AIRONE CHE SI RIPOSA SU UNA SOLA ZAMPA, .
MILO E BERNARD SONO SEDUTI A TERRA DAVANTI AL FUOCO, CHE E’, IN QUELL’AMBIENTE, L’UNICA FONTE DI LUCE.
MILO, GUARDANDOSI INTORNO STUPITO: “Io non dovrei essere qui.”
BERNARD: “Sei tu ad essere venuto.”
M “Ah sì? Non lo ricordo.”
B “Dimentichi molte cose di solito, non è vero?”
M “Sì.”
(silenzio)
M “E’ così che è… Dopo?”
B “Dopo? No. Qui non è dopo. E’ ora.”
M “Io non sono mai stato qui prima. Non è reale.”
B “Forse. Non in quel senso, se vuoi.”
M “E’ sempre buio, qui?”
B “Solo quando è notte.”
M “Ah già. Che stupido!”
B “Già. E poi questo non è buio, è penombra.”
M “Puoi uscire di qui? Esiste un ‘fuori‘?”
B “Sì. C’è tutto un Mondo qui fuori. E posso uscire quando voglio. Qui tutto è mio.”
M “Sei da solo? Voglio dire…”
Milo dà una fuggevole occhiata all’Airone e al Topo, attenti e immobili poco distanti.
M “Ci sono altre persone?”
B “Sono sempre da solo, tranne quando arrivano i visitatori.”
M “Come me?”
B “Come te.”
M “E ti piace quando arrivano?”
B “A volte sì.”
(silenzio)
M “Quindi io sarei qui per mia volontà?”
B “A quanto pare mi hai cercato.”
M “Sì, è vero. E’ da tempo. Anche se non ho mai saputo bene il perché.”
B “Non chiederlo a me. Questo non posso saperlo.”
M Ma è così per tutti? Ognuno ha un mondo tutto per sé?”
B “Anche su questo non posso darti risposta. A me è toccato. Ho un Mondo per me.”
M “E… C’è il mare?”
B “E’ un po’ differente da come lo immagini. Però sì. C’è il mare.”
(silenzio)
B “Non ti pare logico?”
M “Sì… In che senso è ‘differente’?”
B E’ fatto di Psiche. Psiche liquida e cristallina. Si agita o si calma senza l’azione del vento.”
M “Non c’è mai vento qui?”
B “C’è. Ma non è la causa dello stato del mare. E’ la sua conseguenza.”
M “Difficile da immaginare.”
B “Se vuoi.”
(silenzio)
M “Davvero puoi uscire da questa capanna quando lo desideri?”
B “Perché dovrei mentirti?”
M “Perché non usciamo adesso?”
B “E perché no?”
ATTO UNICO
FUORI.
STELLE. LUNA. SPIAGGIA. RISACCA.
MILO E BERNARD RESTANO IN SILENZIO A LUNGO, STANDO IN PIEDI DAVANTI AL MARE CHE FRANGE FRAGOROSAMENTE.
M “Mi chiedevo…”
B “Dimmi.”
M “E’ lo stesso cielo che guardo ogni notte? Sembrerebbe di sì, all’apparenza.”
B “E’ perfettamente identico ma non lo stesso, se ti serve il saperlo.”
M “Un cielo gemello?”
B “Chiamalo pure così. Sono tutti parte della Creazione.”
M “Ah! Esiste dunque un Dio Creatore?”
B “Noi uomini abbiamo creato gli Dei perché siamo soggetti alla nascita e alla morte.
Per noi quindi è logico pensare che ci sia un progenitore per qualsiasi cosa. Un essere che ci ha dato la vita, e che abbia creato l’Universo che è sotto i nostri occhi.
Se fossimo immortali ci verrebbe più naturale credere a ciò che semplicemente vediamo: l’Universo. Nient’altro.
Se noi fossimo immortali sarebbe molto più logico pensare che Esso sia sempre esistito, piuttosto che pensare ad un Suo creatore misterioso, nascosto ed immortale che ad un certo punto abbia deciso di crearlo.”
M “Ma noi non siamo immortali!”
B “Già, ma solo per questo fatto l’Universo dovrebbe forse dipendere dal nostro punto di vista? Dovrebbe essere costretto ad avere un padre o una madre proprio come noi?”
M “Ma generazione e creazione sono due cose molto differenti.”
B “Sono solo due modi di vedere lo stesso concetto. Uno è stato affibbiato alla natura, l’altro all’idea di Dio.”
M “E perché l‘Universo non dovrebbe avere un Creatore?”
B “Perché è molto più semplice e logico pensare che Eterno ed Infinito sia l’Universo stesso, che vediamo, piuttosto che un Essere non ben identificato e nascosto che l’abbia creato.
E se volessimo pensare necessario un Creatore dell’Universo, perché non ritenere necessario anche un Creatore di Dio?"
M “Ma questo è una classica conseguenza del rasoio di Occam!
Non credi in Dio, ho capito.
Ma se non credi in un Dio perché mi parli dell’Universo come Creazione?"
B “Perché tutti noi ne facciamo parte. E contribuiamo alla Sua esistenza. Contribuiamo noi alla Sua Creazione.”
M “Noi chi? Gli uomini della Terra?”
B “Gli uomini della Terra e tutte le infinite specie pensanti dell’Universo.”
M “Tu mi confondi. Allora secondo te esistono gli extraterrestri, gli ufo, i dischi volanti?”
B “Infatti sei confuso. Io non ho parlato di ufo e dischi volanti. Ho parlato di infinite specie pensanti dell’Universo. Terrestri ed extraterrestri, se ti piace definirle da un punto di vista così limitato e soggettivo.”
M “Fammi capire…”
B Esistono infinite forme di vita pensanti nell’Universo Infinito, ma esse costituiscono una Sua rarissima ECCEZIONE. Affinché si formi la Vita ed il Pensiero devono accadere cose straordinarie nella normale routine dell’Universo. Accadimenti davvero eccezionali. Casualità rarissime, decisamente improbabili. Però accadono, e vi si forma la Vita, e a volte il Pensiero. Ed il Pensiero, questa meravigliosa eccezione costituisce lo SPIRITO dell’Universo stesso.
M “Ma… hai detto infinite forme di Vita, e poi hai detto rarissime, solo eccezioni improbabili. Non ti stai contraddicendo?”
B “Eccezioni rarissime, dicevo, e al tempo stesso infinite, un po'come i numeri primi: 2,3,5,7,11,13,17,19,23,29,31,37,ecc: che rarissimi non sono a dire il vero, ma sono comunque POCHI rispetto alla totalità dei numeri esistenti, eppure sono anch'essi INFINITI! In un Universo Infinito le Eccezioni sono necessariamente infinite.”
M “Sembra un paradosso!”
B “Ma non lo è. E’ molto logico, invece.”
M “Mi sembra di capire dove vuoi arrivare… Esistono gli extraterrestri, ma non gli UFO non è vero?…”
B “Certo, proprio per l’eccezionale rarità di queste eccezioni, lo spazio che le divide è semplicemente incommensurabile… Esse non si incontreranno MAI!”
M “Sono così grandi le distanze che ci separano?”
B “Incommensurabili, come ti ho detto. La possibilità che si formi la vita è infinitesima in un Universo Eterno ed Infinito”
M Ma il Big-Bang e i limiti teorici dell’Universo allora sarebbero tutte frottole?”
B “Non lo sono per il nostro Universo. Ma c’è un fatto… Sappi che esistono infiniti Universi. Alcuni diversissimi dal nostro, altri perfettamente identici, altri somiglianti… ce n’è una varietà infinita!”
M “Qui bisogna capire cosa tu intenda per Universo, a questo punto.”
B “Hai ragione, sono stato ambiguo. Cambiamogli nome allora, per distinguerli. Chiameremo da ora Multiverso l’Universo Eterno ed Infinito costituito da infiniti Universi.”
M “Multiverso.”
B “Sì, è più semplice. Il Multiverso è la Creazione a cui partecipano tutte le sue infinite eccezioni. Tra cui anche noi. Tutti i ‘numeri primi‘ insomma.”
M “E in che modo possono partecipare alla Creazione queste sue forme di Vita?”
B “Le forme di vita pensanti fanno parte della Creazione, ma facendo parte di Essa contribuiscono a mantenerla DIVERSA.
Se si spengono, si spegne una parte di Essa.
M “Cioè quando muoiono?”
B “No. La morte naturale fa parte della Creazione stessa e viene rimpiazzata dalla Nascita di nuove creature pensanti.
Se 'si spengono' dicevo mentre sono in vita, nel senso del vuoto del Pensiero, delle Azioni e del Sentire, dell'Amore, non solo fanno del male a sé stessi, ma a tutta la Creazione, che diventa più brutta e più nera. Al contrario se il Pensiero, unito alle Azioni, al Sentire e all’Amore di ogni singolo essere pensante brillano intensamente, allora anche il Multiverso stesso diventa più bello e luminoso. Il Bene o il Male dipendono da questo.”
M “In questo senso noi partecipiamo dunque alla Creazione?”
B “Sì, ed è un compito ed una responsabilità non da poco.”
M “L’universo stesso, cioè il Multiverso dipenderebbe quindi da noi?”
B “Da noi e dalle altre infinite forme di Vita Pensante del Multiverso, che ne rappresentano lo Spirito, la stessa Essenza. Il Multiverso infinito esiste grazie alle sue infinitesime, rarissime eppure infinite Eccezioni. Senza di esse, non esisterebbe nemmeno.”
M “Questo è assurdo! Come non esisterebbe?”
B “Se non esistessero queste rarissime infinite Eccezioni, queste Vite Pensanti, nessuno sarebbe consapevole della sua esistenza. Cesserebbe di esistere.”
M “Nel senso che sarebbe un Multiverso morto, privo di Vita?”
B “Se vuoi, ma se ci pensi bene, Lui esiste solo perché si interroga, perché è dotato di autoconsapevolezza. Questa Sua autoconsapevolezza è determinata solo dalle nostre esistenze.”
M “Nostre e di tutti gli altri esseri pensanti?”
B “Sì, nostre. Di tutti gli infiniti seppur rarissimi esseri pensanti del Multiverso.”
M “E’ una bella responsabilità!”
B “Certo! Per esempio se si uccide una Vita Pensante si commette un crimine nei confronti del Multiverso stesso. Si pone termine prematuramente alla sua esistenza e quindi alla sua Potenzialità. Questo è un crimine nei confronti della Creazione.”
M “Potenzialità?”
B “Tutto ciò che avrebbe potuto pensare, fare, sentire e amare nel corso della sua vita naturale. Quello che sarebbe stato il suo contributo alla Creazione. Uccidendolo, si priva il Multiverso del contributo particolare che quell’essere pensante morto prematuramente avrebbe invece potuto dare.”
M “Sulla Terra siamo noi uomini i soli Esseri Pensanti?”
B “Gli animali sulla terra, con i loro piccoli pensieri e sentimenti, partecipano anch’essi alla Creazione. Quindi vanno rispettati.”
M “Quindi non dovrebbero essere uccisi e mangiati?.”
B “Il leone uccide e divora le sue prede. Non potrebbe fare altrimenti, morirebbe a sua volta di fame.”
M “E l’uomo quindi? Può cibarsi della loro carne?”
B “Se l’uomo se ne privasse morirebbe di fame?”
M “No.”
B “Ti sei risposto da solo.”
M “Voglio farti una domanda.”
B “Proverò a risponderti.”
M “Esiste la Vita dopo la Morte?”
B “Per il singolo Essere Pensante?”
M “Sì! Voglio dire, sopravviverò alla mia morte?”
B “La Morte è il contrario della Vita. Difficilmente potrebbero coesistere. Perché complicarsi l’esistenza con teorie improbabili?”
M “Per comportarsi meglio in Vita?”
B “Non c’è bisogno dello spauracchio dell’Inferno cristiano o di altri luoghi terribili per convincere un Essere Pensante a partecipare alla Creazione anelando al Bene. Chi vuole il Bene lo persegue, chi preferisce il Male lo commette comunque. La Storia della nostra Terra lo ha insegnato.”
M “Francamente… Ma se non esiste la Vita dopo la Morte, com’è possibile che stiamo qua a parlarci? Tu sei morto da più di quindici anni. Perché mi parli in una notte di luna in un Mondo che sostieni ti appartenga?”
B “Perché il tuo, semplicemente, è un sogno.”
(Vabbé, è sempre meglio di 42... O no?) O_O
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