lunedì 1 giugno 2009

Mr. Tales Coffee - prima puntata


Ci sarebbe voluto Mr. Tales Coffee anche questa volta. Per risolvere una volta per tutte questa sporca faccenda. E pararmi il culo.
Ma i soldi non crescono sugli alberi, almeno così dicono. Le foglie caso mai. E poi cadono anche quelle, come pesche mature in una mastella di sangrìa puzzolente.
E, manco a dirlo, fu così che cominciò tutto, maledettamente, in quella implacabile e fredda estate del ‘59.
Il fatto è che non ci avevo i soldi per assumere quel figlio di puttana: Mr. Coffee.

Avevo trovato il caro vecchio Stan a fare il morto in un tino da sette tonnellate di Cabernet Sauvignon. Sempre piaciuto alzare il gomito, ma stavolta forse aveva esagerato.
Il prossimo a cui sarebbe toccato quel brindisi, il suo ex socio, ero io.
Mi sarebbe spettato di diritto quella cortesia, lo sapevo già in anticipo. E ora dovevo correre ai ripari, o per lo meno correre svelto.

Ma prima si trattava di disfarsi in qualche modo di quelle sette tonnellate di vino avariato alla cadaverina-putrescina, o non avrei nemmeno avuto da mettere, dico, la benzina nella mia vecchia Chevy.
Riuscii a rifilarle a una ditta italiana di mia conoscenza, roba da import-export, che venne alla svelta con due autobotti ed un tritacarne, e si occupo’ anche, già che c’era, delle onoranze funebri di Stan. Ci ricavai trecento dollari e una specie di macinato grosso in cambio di quello che, in un’altra occasione, sarebbe diventato un grande rosso.

C’era poco da stare allegri… Sparse le ceneri (non sottilizziamo ora) di quello che era stato il mio più caro amico nel suo stagno da pesci-gatto preferito, avevo ormai quasi finito lacrime e benzina. Era giunto il momento di fare la prossima mossa.

“Ecchelazzo!” disse Nat il benzinaio. Disse proprio così, vedendomi arrivare a spinta. La benzina era finita due miglia più lontano.
Gli dovevo sei pieni ormai vuoti, e da altre sei settimane avevo dimenticato di andarlo a trovare.
“Mi sei mancato gran figlio di una pia donna” disse. Era molto religioso e non poteva dire parolacce. Tantomeno incazzarsi. Aveva un sacco di clienti, ed era sempre in bolletta.
Per farla breve feci il pieno e non lo pagai. Già che c’ero gli chiesi di Mr. Coffee giusto per darmi un po’ di arie.
“Mi devi duecentotrenta quattro dollari e ottanta cents.” disse. Sembrava un filo alterato, ma non poteva esagerare.
“Mà-stà-bòno!” gli risposi alzando la voce in romagnolo. Aveva sempre avuto soggezione della cultura, ed io ne approfittavo a mani basse.
“Quando cominci a parlare in straniero mi confondi, Miles . Lo sai che mi confondi vero? Lo fai apposta, ecco!” disse contrariato, e aggiunse: “Col ciuco che ti do ancora benzina, a te!”
Stava facendo progressi, ma ‘cucco’ non lo poteva ancora dire: troppo osé.
Io lo incalzavo da vicino:
“Muo-và-là!... Dimmi piuttosto di Mr.Coffee. Tales Coffee. Fa il bravo! Dove posso trovarlo? Ho da proporgli un lavoro…”
“Guarda che quello si fa pagare sul serio!” esordì Nat , e cominciò a cantare.
Stare ad ascoltare le sue stonature senza protestare era il prezzo che avrei dovuto pagare per quella soffiata.


Lo trovai alla torrefazione di Susie-Anne Allchantilly , seguendo i salmi di Nat.
Avevo trecento dollari in tasca, una richiesta da fare ed una paura fottuta. Coffee era un tipo da non scherzarci troppo. Era infatti un soggetto molto, molto nervoso.



(Continua... Muo-va-là!!!)

8 commenti:

Debora ha detto...

son la prima, son la prima, son la prima!!!
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!
E mi era sfuggita questa storia!!
L'errore che si compie è non andare a spulciare in tutto il blog...Uhm...meglio che provveda, mi sa che ci sono altre chicche nascoste...
Insomma questo Miles ha una bella gatta da pelare...Speriamo sia pieno di risorse...vado a leggere la seconda puntata, così cerco di capire se ha un asso nella manica!!

Milo ha detto...

Carissima Debora!

A te la palma di aver inaugurato i commenti sull'inizio della serie di Tales Coffee !!!

Era rimasta orfana, poverina! (Non che a Mr. Coffee importasse qualcosa, non è un sentimentale, ma magari a Miles sì, che sotto la finta apparenza di duro, invece mette sempre un sacco di panna nel caffé!!!

Grazieeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!

SMACCCCKKKKETEEEEEEEE!!!!!!

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alessandra ingrid ha detto...

Milo,

ho iniziato a leggere il primo capitolo ... e devo dirti che hai centrato in pieno ,mi sento già 'mrtalescoffeedipendente'
È l'ambiente che mi attira ed affascina,per quel suo squallore e la sua ruvidezza, schietto ,autentico ,che sa di vita ,'goudron' e polvere di strada, guarnito di dettagli scabrosi come la morte in un tino da sette tonnellate di..cabernet sauvignon ...

Milo ha detto...

Carissima Alessandra,

WOW!!! che commento strepitoso!!!
:)

GRAZIE!!!

Nei prossimi capitoli la storia prenderà una piega un po'... diciamo alternativa?

Spero continui a piacerti!

Un super-beso!

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alessandra ingrid ha detto...

Milo, piccola domanda,curiosità, ti piacciono i comix ?

Milo ha detto...

Uacca!!! se mi piacciono!!!!

Sìììììììì!!!!

Si capisce eh?...

SMACKKK! GULP! GIGGLE GIGGLE! YUK!!!

:D :D :D:D :D :D:D :D :D:D :D :D

alessandra ingrid ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
alessandra ingrid ha detto...

eh eh eh si capisce eccome dai tuoi disegni ..mi hai fatto immergere nel mondo marvel, dark,underground ..batman & co

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