lunedì 17 ottobre 2011

Settimana bianca


Lo sguardo del cane non è colmo di rimprovero, ma di condivisione.


Il corpo del cane manca di una zampa. Il moncherino sanguina un poco.

L'odore è buono, come dovrebbe essere per un cane in salute.


La neve si sta sciogliendo a gocce gelate che cadono dal tetto seguendo una partitura scritta quasi per intero in cinque quarti.


Stalattiti di ghiaccio si staccano dal colmo e impalano la neve alta, soffice, ricoperta da una leggera crosta croccante.

Avete mai provato a mangiare la neve soffice quando ha la crosta croccante?


Siamo tutti bloccati qui, da non so più quanti giorni, compresi i cani.

Ventisette ragazzi, tra femmine e maschi, più il Prete.


C'è ancora cibo per qualche giorno.


Nessuno sa di noi. Dovremo cavarcela da soli. Scendere a valle.


§


Qualcuno ha detto: “le motoslitte”. Per niente facile. Se n'è persa la memoria, con l'avvento della luna nuova. Dove siano, come si possano usare, come siano fatte.
Almeno sapere come sono fatte porterebbe a qualcosa. Magari le abbiamo proprio lì, davanti ai nostri occhi, e non sappiamo riconoscerle. Ne rimane solo l'astrazione.
Motoslitta uguale a Ritorno uguale a Salvezza.



§


Si sta facendo buio. Le stalattiti sul tetto, fuori dalla grande vetrata appannata, hanno cessato di staccarsi. Il ticchettio delle gocce gelate è cessato. É calato il silenzio.


Nella luce del tramonto, al di là del vetro, ha ripreso a nevicare.


Stasera mangeremo torrone e canditi. Ma non c'è rimasto più nulla per i cani.


Martröð si avvicina e comincia a toccarmi. So dove vuole arrivare, e a me non dispiace. L'ho già lasciata fare altre volte. La sua lingua è l'unica cosa calda di cui ho sensazione precisa. Calda e gelatinosa, tremolante, distilla i suoi umori. Non credo sia umana, ma mi comporto come se lo fosse.


Non mi importa più, a questo punto. Del resto.


Mi spoglia e mi possiede lentamente sui gradini di marmo, gli altri sembrano non farci caso.


È successo a tutti noi, in questa fase di luna, di dimenticare le cose ed accoppiarci con essi.


§


Io avevo una ragazza. Lei è qui, ne sono certo, è una del nostro gruppo di ventisette ragazzi, tra femmine e maschi, più il Prete.


Ne conoscevo l'amore e il sapore delle labbra. E, sono sicuro, ne sapevo il nome.


Anche lei si sarà unita ad uno di loro. Qui ci sono solo ventisette ragazzi, di cui tredici sono ragazze. Chissà chi è, tra queste, il mio amore.


Stasera non mangerò torrone e canditi. Dopo essere stato assieme a Martröð, quando lei sarà scomparsa di nuovo, cercherò di capire dove si nascondano le motoslitte.


Questa storia deve finire. Sto per venire, così finalmente lei tornerà a nascondersi nel suo antro.


§


Anche Verdiana è del mio avviso. Se non altro ne ricordo il nome. Era la mia compagna di banco, prima che iniziasse questa strana settimana bianca. Di ciò almeno sono sicuro.


È convinta che potremmo ancora farcela a raggiungere valle. Per farlo però occorrerà capire ciò che è accaduto. Forse il Prete potrebbe svelarcelo, se solo riuscissimo a scuoterlo dalla sua estasi mistica.


Egli ora è fuori, oltre la vetrata, inginocchiato sopra una slitta, sulla neve. I candidi fiocchi lo hanno già ammantato di una seconda, più immacolata tonaca bianca. I cani, tra poco, lo prenderanno e lo porteranno nuovamente dentro, con noi, al sicuro dalla notte.


Senza la sua eroica difesa saremmo già stati tutti presi.


§


I pattini della slitta gemono tra la morsa del ghiaccio ed il tiro poderoso dei cani. Ecco il rumore come di un osso spezzato. Il ghiaccio ha ceduto. Lentamente, preceduto dagli sbuffi di vapore soffiati dalle narici dei cani, il Prete, inginocchiato, occhi chiusi e immobile, le braccia distese come uno sparviero, fa il suo ingresso nella sala dalla grande vetrata. Torrone e canditi dappertutto, sparpagliati a terra assieme a cocci di vetro, caramelle e silenzio. Le porte vengono nuovamente chiuse dai cani.


Verdiana ed io ci scambiamo uno sguardo. Il Prete. No. Non ci riusciremo mai.


§


Ha cominciato a soffiare forte il vento. Laggiù, oltre la vetrata, turbini di neve fitta e ululati distanti provenienti dagli antichi fratelli dei nostri cani, che qui al riparo, li ascoltano spaventati.


SenzaUnaZampa viene da me, non so perché. È forse mio? Cerca protezione. Lo gratto dietro le orecchie. Si fa coraggio e la sua coda torna a sollevarsi e a battere il tempo.

Non abbiamo più nulla da dare da mangiare a loro. Questo significherà l'inizio della nostra fine.


Devo carpire il segreto delle motoslitte, capire sotto quale forma esse si celino, dove si nascondano. Ma se mi sforzassi troppo nel pensarci, sarei il primo ad essere preso. Semplicemente mi dissolverei.
Non ci sarebbe più alcuna speranza di ritrovare Berenice.
Non è il vero nome della mia ragazza, lo so. Ma ho deciso di chiamarla in questo modo, almeno per il momento. Così, possedendo un nome, lei sarà forse più reale.

Verdiana è d'accordo. A me pare buffo, ma poi mi offre dei canditi. Stavolta mi decido a mangiarne.

Provo a darne un po' anche a SenzaUnaZampa, che gira il muso dall'altra parte. I canditi non piacciono a questi cani, e nemmeno il torrone.


CodaBianca dev'essere il più affamato. Si è preso un coccio di vetro per sé e lo tiene tra le zampe, accucciato. Tenendo la testa piegata di lato lo sta rosicchiando con i molari. Rumore di gessetto sulla lavagna. Sanguina dalla bocca. Vorrei fermarlo, ma, se mi avvicino, ringhia sommesso.


§


Martröð è tornata questa sera. Non era mai accaduto prima d'ora. Si dosava una volta al giorno, come una medicina. Forse ora sono più grave e bisogna raddoppiare il trattamento? Si avvicina lentamente, com'è solita fare, e sempre lentamente mi avviluppa. Non so quante braccia abbia precisamente, né quante dita. Molte più di un essere umano, questo è sicuro.


Ma non faccio eccezione. Era accaduto anche a Verdiana che Martröð la visitasse a volte anche due volte in un giorno. Per lei non ha tutte quelle dita, e ha solo due braccia, ma forti, maschie e muscolose. Quando la prende, lei va in estasi, ed in quei momenti non vorrebbe più fuggire. Desidererebbe appartenere a quel luogo. Per poterlo avere per sempre.

Poi, dopo che Martröð se ne va, Verdiana torna in sé, e vorrebbe poter scendere a valle, prendere il primo treno per tornare a casa.


Non capisco, perché, ma quando io sono con Martröð, anche quando lei mi fa le cose più lascive, non m'importa nulla del piacere, vorrei solo poter fuggire!


§


Il Prete è inavvicinabile. Non è possibile potergli chiedere alcun consiglio. Se provi a parlargli non ti sente, se provi a scuoterlo i cani ti si avventano contro.


Quando ci ho provato persino SenzaUnaZampa mi si è scagliato addosso.


Forse loro sanno che se qualcuno lo destasse da quella specie di catalessi, noi tutti spariremmo in un attimo. Puro istinto di sopravvivenza.


Sto pensando di uscire nella notte, sotto la tormenta di neve e offrirmi ai lupi. Buffo e inutile. Tanto, presto, finirà tutto comunque.


§


Delle dodici ragazze, oltre a Verdiana, non riesco a immaginare chi sia stata la mia Berenice. Forse se riacquistassimo insieme il ricordo, potrebbe cambiare qualcosa.

Provo ancora amore per lei, ma non so come fare a riconoscerla tra loro.

Chissà se anche per lei è lo stesso?


Anche Verdiana aveva un amore. Ma né io né lei ricordiamo chi fosse e se apparteneva al nostro gruppo oppure no. Forse era uno di fuori e la sta aspettando fiducioso da qualche parte.

E se gli venisse in mente di venirla a trovare? Potrebbe essere la nostra salvezza.

Qui è impossibile andarsene senza le motoslitte, ma è possibile arrivare: ci sono gli impianti di risalita in funzione durante il giorno. Sempre vuoti. Gli sciatori non vengono mai qui.

Già!... Gli sciatori...


Ora ricordo: una volta sapevamo tutti sciare.


§


Ho provato a parlarne a Verdiana. Non sa di cosa parlo. Non solo non ricorda dove siano gli sci, e come sia la loro forma, ma non ne conosce nemmeno il significato astratto. Eppure era una sciatrice esperta. Di questo sono sicuro.


Non ci resta molto tempo a disposizione. I cani, privi di alimenti, tra non molto non sapranno più svolgere il loro compito. Il Prete congelerà nella notte e noi verremo presi tutti.

Devo rischiare. Devo sforzarmi di pensare. Riuscire a concretizzare nella mia mente se non proprio la forma di una motoslitta, almeno quella di un paio di sci. E ricordare dove essi possano essere riposti. Se avrò successo, già domattina potrò scendere a valle e dare l'allarme. Arriveranno i soccorsi per tutti!


Se invece nel provarci supererò la soglia dello sforzo, allora sarò preso e mi dissolverò. Ma ho deciso, non c'è più nulla da perdere!


§


Pensare. Prima cosa: la forma degli sci. Qual'è dunque?

Stuzzicadenti e biscotti dell'infanzia.

Credo di essere su una falsa pista.

Canalone Staunies.

Cos'è? Ricordi? Dev'essere roba ripida.

I biscotti sono i Pavesini. Ma preferivo i Savoiardi.


Che nervoso, se continua così dovrò fare pipì!.


Due stuzzicadenti sì, due a forma di Pavesini.

Carving. Ecco il nome! Sciancratura.

Molti colori tra cui anche il rosso.

Giù in cantina.

Trovato!!! Gli sci sono nella cantina della mia infanzia... E sono rossi, dritti e non sciancrati.


Ecco di nuovo Martröð! Ma cosa vuole ancora? Non ci siamo... Ancora quelle dita e la sua lingua così...


No! Devo concentrarmi!

Martröð va altrove.


Gli sci non possono essere in cantina! Qui siamo in un maledetto albergo sulle Dolomiti e gli sci non possono stare in cantina! Stanno al piano di sotto nel loro deposito riscaldato e ben illuminato. Assieme agli scarponi. Eureka!


Ho la vescica che mi scoppia!

Devo trovare un bagno in questo albergo.


E le dannatissime motoslitte sono nel garage! E vanno a benzina! E hanno i cingoli! Ed io...


Ed io ormai sono sveglio porcaccia la miseria!

Devo accendere l'abat-à-jour, ciabattare fino in bagno e non saprò mai chi era Berenice! Cazzo! Ohi! Che lombalgia! Devo aver lasciato cadere la coperta, e ho preso freddo alle reni... Settantotto anni! Che porca età nel 2037! Bah! Non ci avrei scommesso un soldo di cacio... Ah! La prostata, che palle!


§


Nella sala dalla grande vetrata, riscaldata da un maestoso camino acceso, mentre fuori infuria la tormenta di neve, un giovane Prete veglia estatico a braccia aperte su un gruppo di ventisei giovanissimi ragazzi.

Essi sono spaventati. Hanno appena visto dissolversi un loro compagno.


È andato! L'abbiamo perso!”


Ricordate come si chiamava?...”


Era il mio compagno di banco. Non ne ricordo il nome, e non voglio nemmeno sforzarmi a ricordarlo. Non vorrei sparire anch'io proprio come lui, quando si pensa troppo. In fondo, io preferisco stare qui.”


Verdiana vede prendere forma, in un angolo della sala, l'immagine sensuale e muscolosa di Martröð.


Eccolo! Sta arrivando, e ancora una volta è per me!"

E sorride.



FINE

44 commenti:

riri ha detto...

A volte mi chiedo come fai, poi so la risposta è la tua fervida e ricca fantasia che riempie di attese un racconto, avvolge, fa venir freddo, voglia di aiutare..poi ti svegli, sei un mito:-)Un bacio a te ed a Babs.

Milo ha detto...

Cara Riri!!! :) :) :)

Grazie di seguirmi così assiduamente!
Dopo un periodo di silenzio e colpevole assenza da mondo blog (come ho fatto io) è davvero raro avere ancora lettori! :) :) :)

Questo raccontino è sbucato da un sogno fatto l'altro ieri, più vivido di altri, che una volta finito mi ha lasciato una sensazione di nostalgia abbastanza inspiegabile, visto la sua ambientazione quasi horror.

Sarà stata la giovinezza dei protagonisti (me compreso) a causarmela... Il bello dei sogni è che possono far tornare giovani.

Baci e abbracci da me e Babs!
:) :) :)

Il lago dei misteri ha detto...

Strano, inquietante, bellissimo racconto.

Bentornato Milo!

Milo ha detto...

Caro Lago dei Misteri!!!

Grazie di avermi letto e sono contento che il racconto ti sia piaciuto!!! :) :) :)
Scusa la mia prolungata assenza, sono davvero incostante!

A presto!

:) :) :)

riri ha detto...

Baci per tutti i porti ed i mari che solcherete, un saluto da una ex marinaia in erba:-)

annalisa silingardi ha detto...

,,oddio!..credevo di aver sbagliato blog. A sorpresa, la neve. Un quadro surreale e inquietante. D'altronde tu sei un acuto esploratore dell'ombra e ci riesci benissimo. Ricordo un nick che ti calza a pennello "Elogiodellombra" Non si tratta di semplice fantasia, ma di una sensibilità rara e credo anche dolorosa. I complimenti sono scontati. Un abbraccio!

Milo ha detto...

Cara Riri!

Un saluto a te e Nick e tanti bacioni!

:) :) :)

Milo ha detto...

Ciao Annalisa!!!

Non di solo sale vive il marinaio!
Ehm... Ehm... ;-)

Elogiodellombra? Interessante... Ricercherò!

Già! Non sono un tipo da notti tranquille, e ne parlammo. ;)

Grazie dell'apprezzamento!

Ti abbraccio forte!!!

:) :) :)

Milo ha detto...

Cara Lisa...
le tue indicazioni sono preziose.
Mi viene il sospetto che il "nick" da te citato non fosse solo un nick nelle intenzioni.

Intanto copio incollo questa poesia che mi ha emozionato molto:

Elogio dell’ombra

La vecchiaia (è questo il nome che gli altri le danno)
può essere il tempo della nostra felicità.
l’animale è morto o è quasi morto.
nimangono l’uomo e la sua anima.
Vivo tra forme luminose e vaghe
che non sono ancora le tenebre.
Buenos Aires,
che prima si lacerava in suburbi
verso la pianura incessante,
è diventata di nuovo la Recoleta, il Retiro,
le sfocate case dell’Once
e le precarie e vecchie case
che chiamiamo ancora il Sur.
Nella mia vita sono sempre state troppe le cose;
Democrito di Abdera si strappò gli occhi per pensare;
il tempo è stato il mio Democrito.

Questa penembra è lenta e non fa male;
scorre per un mite pendio
e assomiglia all’eternità.
I miei amici non hanno volto,
le donne sono quel che erano molti anni fa,
gli incroci delle strade potrebbero essere altri,
non ci sono lettere sulle pagine dei libri.
Tutto questo dovrebbe intimorirmi,
ma è una dolcezza, un ritomo.
Delle generazioni di testi che ci sono sulla terra
ne avrò letti solo alcuni,
quelli che continuo a leggere nella memoria,
a leggere e a trasformare.
Dal Sud, dall’Est, dall’Ovest, dal Nord,
convergono i cammini che mi hanno portato
nel mio segreto centro.
Quei cammini furono echi e passi,
donne, uomini, agonie, resurrezioni,
giorni e notti,
dormiveglia e sogni,
ogni infimo istante dello ieri
e di tutti gli ieri del mondo,
la ferma spada del danese e la luna del persiano,
gli atti dei morti, il condiviso amore, le parole,
Emerson e la neve e tante cose.
Adesso posso dimenticarle. Arrivo al mio centro,
alla mia algebra, alla mia chiave,
al mio specchio.
Presto saprò chi sono.


Tratto da: Jorge Luis Borges, Poesie (1923-1976), traduzione di Livio Bacchi Wilcock, Bur.

annalisa silingardi ha detto...

..e se fosse eterna questa ricerca nell'ombra? io la immagino così. Immagina ...saprai chi sei quando conoscerai i confini dell'universo.
Non credo che arriveremo a comprendere i confini dell'universo, tanto meno riusciremo a comprendere chi siamo. Non riusciremo a racchiudere nel temporale questo viaggio nell'ombra.
A questo punto Borges si sta rivoltando nella tomba ...ehehe beh un pò di moto gli giova sicuramente.
P.S bellissima poesia-

DARK - LUNA ha detto...

Miloooooooooooo!
Sono felice di ritrovarti...
Spero che per te sia lo stesso.
Ti ho perso, in questo tempo, tra i deliri personali ed il trasferimento d'indirizzo blog...

Un bacione.

Milo ha detto...

Cara Lisa,

mi dispiace per noi, ma la pensiamo similmente, 'sta faccenda. (Anche se vado a cercare speranza altrove, a volte).

E' da tempo che penso (=temo) sia proprio "ombra" davvero (e quindi non se ne caverà un bel nulla né ora né dopo).
Che razza di "ombra" sarebbe altrimenti? ;-)

Tra pensieri più rassegnati che tristi ti abbraccio forte!

:) :) :)

Milo ha detto...

Cara Darky,

certo che per me è lo stesso! :)

Che ne pensi di questo post?

Un bacione ed un abbraccio!

:) :) :)

DARK - LUNA ha detto...

Sono contenta.
Del post, penso che scrivi sempre divinamente e che i profili dei personaggi non sono mai, fine a sè stessi. Si va oltre, anche se ti sei fermato prima nel descriverli.
Lo sai che ti ho sempre stimato come scrittore...
Un abbraccione ancora.

Milo ha detto...

Cara Darky,

grazie e scusa se ti ho chiesto così direttamente a proposito del post. Ci tengo al giudizio dei miei (molto rari) lettori e mi piace sapere cosa provano.
A presto, un abbraccio!!!

:) :) :)

DARK - LUNA ha detto...

Non devi scusarti... io sarei ripassata comunque, con calma a rileggere. Infatti, nel mio primo intervento, non ho fatto in tempo a dedicarmi alla lettura e non è nel mio stile, non dare l'attenzione giusta ai post... Io mi ci immergo completamente... per questo, torno, quando gli impegni, precedentemente, non mi hanno permesso di dare lo spazio che merita ogni post. Soprattutto quelli che ho particolarmente a cuore e che vale la pena "ascoltare" più che leggere... altrimenti, sarebbe uno sguardo superficiale e non è mai il caso tra le tue pagine.

Un bacione grande.

Milo ha detto...

@ Darky:

Grazie!

Bacioni!

:) :) :)

riri ha detto...

Baci torinesi:-) ma anche sorrisi ..ci sono dei dolci che si chiamano "I sorrisi di Torino", un orgasmo del palato:-))Aspetto altri racconti, scrivi troppo bene..ma non sono la sola a dirtelo;-) A bien tost:-))
ps.grazie di saluti.

Milo ha detto...

Cara Riri!
Gnàm! La pasticceria torinese (piemontese in genere) gode fama di serial killer delle altrui circonferenze-vita!

Sai che da quando sono in Italia ho preso 3 kg? A Torino magari me ne beccavo 6!

A bien tost (rigorosamente vegetariani) quando torneremo oltreoceano...

Grazie!!! Tra non molto seguiranno nuovi racconti!

Un abbraccione!

:) :) :)

riri ha detto...

A presto:-) Baci

Spes ha detto...

Miloooo come stai???

Sono qui on line per lasciare i saluti a te, rirì e dark!:)

riri ha detto...

Ciao ragazzi, grazie, anche degli amici che si conoscono "attraverso l'anima", riescono a dare un conforto grande.

Milo ha detto...

Ciao Spes!

Sta cambiando il vento, gli alisei forse diventeranno altre "cose". Le cose cambiano... ;-)
Sto così!

Un grande bacio ed un abbraccio!!!

Milo ha detto...

Cara Riri, ti ho lasciato una cosa per Poker sul tuo ultimo post.

Baci!

riri ha detto...

Grazie Milo, pensavo di averti mandato una mail ,a forse è rimasta nella tastiera,sono ancora stordita..anche Nick, a voi un bacio, dove siete ora?

Milo ha detto...

Ciao Riri! ti ho inoltrato l'ultima tua ma non credo sia quella che intendi.
Un bacione e a prestissimo per vli auguri di Buon Natale!
:) :) :)

Nicolanondoc ha detto...

Grazie Milo, sia della consulenza medica, sia per tutto il resto, resta l'amico che ti invia anche qui gli auguri di un sereno Natale, da tutta l'Isola che c'è:-) Un abbraccio a Babs;-)

Milo ha detto...

Buon Natale ragazzi! E di cuore!

A presto!

:-) :-) :-)

Il lago dei misteri ha detto...

Ti mando un caldo augurio di Buone Feste!

A presto!

annalisa silingardi ha detto...

Ciao Milo,

Auguri!....vedrai, vedrai

Quando la sera me ne torno a casa
non ho neanche voglia di parlare
tu non guardarmi con quella tenerezza
come fossi un bambino che ritorna deluso
si lo so che questa non è certo la vita
che hai sognato un giorno per noi
vedrai, vedrai
vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà
vedrai, vedrai
non son finito sai
non so dirti come e quando
ma vedrai che cambierà
preferirei sapere che piangi
che mi rimproveri di averti delusa
e non vederti sempre così dolce
accettare da me tutto quello che viene
mi fa disperare il pensiero di te
e di me che non so darti di più
vedrai, vedrai
vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà
vedrai, vedrai
no, non son finito sai
non so dirti come e quando
ma un bel giorno cambierà.


Luigi Tenco

Milo ha detto...

Grazie Lago dei Misteri! Ricambio! Un forte abbraccio!
:) :) :)

Milo ha detto...

Grazie Annalisa! Questi tuoi auguri sono perfetti per questo momento. Vorrei estenderli a tutti coloro che sperano in un cambiamento, e, credo, siano davvero tanti in questo periodo. Ricambio e ti abbraccio forte!

Grazie di cuore!!!!

:) :) :)

riri ha detto...

Buon 2012!!!Con simpatia:-)

Nicolanondoc ha detto...

Ciao Milo e Babs, un abbraccio ad entrambi ovunque siate.

riri ha detto...

Ciao, dove siete? Un abbraccio grande da un'isola virtual...

Milo ha detto...

Ciao Riri & Nick!!! Abbraccio ricambiato e amplificato! :)))) siamo ancora in Italia, partenza tra una settimana o due! A presto! Spero con qualche nuova storia e novità!
:) :) :)

riri ha detto...

In attesa..vi abbracciamo:-)

Nicolanondoc ha detto...

Ciao carissimi, buon viaggio.

Spes ha detto...

Ciao Milo! :) Come stai?

Sono in blogsfera in via eccezionale. Ho bisogno di un vostro grande favore! Passeresti a compilare un sondaggio? Mi serve per la tesi di laurea.
Se puoi, potresti girare l'invito anche agli altri tuoi contatti? Ho bisogno di un vasto pubblico.

Puoi passare qui (è il blog ufficiale del sondaggio)

http://questionarioterzosettore.blogspot.com/2012/02/questionario-sul-terzo-settore.html


Ti abbraccio!

Milo ha detto...

Ciao cara Spes!!! :) :) :)

Ecco fatto, per ora ho compilato io, poi cercherò di diffondere limitatamente ai miei pochi contatti (da bravo paguro eremita)

Baciotti!

:) :) :)

Debora ha detto...

Milo....è uno scherzo, vero????
Dimmi che è un bruttissimo scherzo di aprile in anticipo di due mesi....

Milo ha detto...

Carissima Debby,
non mi permetterei mai di scherzare su questo, anche se l'umorismo ritengo sia il rimedio più, prezioso, sempre e in ogni circostanza di vita! :-)

Se vuoi seguimi su twitter Milo Algarve @MiloAlgarve, comunque ora risponderò alla tua email.

Un bacione ed un abbraccio!!!

:) :) :)

Maraptica ha detto...

Era un bel pò che non venivo da queste parti e quasi mi perdevo questo sogno che mi sa molto di realtà, quella cruda, che ti prende e decide per te. E' bello leggerti Milo, anche se mi sento trasudare molta tristezza. Un caro saluto

Milo ha detto...

Ciao Maraptica! :) :) :)

Che piacere rileggerti! Sono contento che questo sogno ti sia piaciuto. E' vero, è un po' triste, attraversavo un periodo inconsapevole e malinconico. Siamo così strani noi umani, mai perfettamente felici se non nei momenti più impensabili...

Gli dei, se ci fossero, si divertirebbero molto ad osservarci, chissà le risate che si farebbero!

(Scusa la divagazione un po' incomprensibile.)

Ho apprezzato davvero il tuo commento!
Grazie!

:) :) :)